Chi ha paura delle prove Invalsi?

Invalsi

Ieri a scuola di mio nipote (5^ elementare) erano previste le prove Invalsi d’italiano. Un’insegnante, che evidentemente aderisce ad un sindacato che si oppone alla effettuazione delle prove, ha deciso di scioperare, senza peraltro preavvertire le famiglie (pare che non sia obbligatorio). Potete immaginare la confusione ed il disagio che si è generato. I genitori i cui bambini frequentano il prescuola hanno saputo dello sciopero quando già erano al lavoro, gli altri al momento dell’accompagnamento dei figli a scuola. A questo punto si è scatenato un convulso e disordinato scambio di comunicazioni via wathsapp, sms ecc. (ma come si faceva quando non c’erano i cellulari?) che ha prodotto nervosismo, perdite di tempo, ritardi sul lavoro ed altri contrattempi (ad esempio il pagamento della mensa che non è stata utilizzata ma che non si era riusciti a disdire).
Se lo scopo dello sciopero è quello di protestare direttamente contro le prove Invalsi ed indirettamente contro il Ministero dell’istruzione, penso innanzitutto che i genitori dovrebbero essere coinvolti nella lotta come alleati, rendendoli consapevoli delle motivazioni dello sciopero (il che non è stato fatto) ed evitando di creare loro disagi inutili e contriproducenti.
Non vivo all’interno della scuola e non ho elementi per esprimermi nel merito delle prove Invalsi (contenuti, modalità, finalità ecc.). Tendenzialmente sono favorevole in ogni settore alle valutazioni ed alle misurazioni del lavoro e della sua efficacia. Tuttavia, rispetto alle motivazioni dello sciopero mi sembrerebbe più serio, da parte di un sindacato, impegnarsi per contribuire a modificare le prove Invalsi, piuttosto che organizzare l’ astensione dal lavoro.

Dopo le primarie del PD

Considero assai positivamente il risultato delle “cosiddette” primarie del PD di domenica 30 aprile (“cosiddette” in quanto si eleggeva direttamente il segretario del partito che, anorma di statuto, sarà anche il candidato premier del PD alle prossime elezioni politiche per le quali, tuttavia, è ancora incerto il sistema elettorale).
Sono contento del risultato non solo in quanto sostenitore di
Matteo Renzi ma anche come iscritto del PD: quasi due milioni di votanti in una domenica nel mezzo di un ponte sono una bella prova di democrazia diretta (nel quadro di una democrazia rappresentativa) e di vitalità del Partito Democratico.
Ci sarà tempo e modo per ulteriori analisi politiche. Per il momento mi limito a due considerazioni.
La prima
. Da parte dei sostenitori di Orlando e di Emiliano (come ad esempio il segretario della federazione di Bologna Critelli) si è sottolineata la responsabilità di tenere unito il partito che grava sul nuovo segretario. Questo è vero ma mi sembra onesto aggiungere che una responsabilità non minore grava sugli esponenti della minoranza. Ciascuno insomma deve fare la sua parte: Renzi deve dare prova di una maggiore capacità di ascolto delle proposte della minoranza, ma gli esponenti della minoranza, a loro volta, una volta assunta una determinazione, devono sentirsi impegnati nel sostenerla, senza sparare a palle incatenate contro Renzi come fatto prima del 4 dicembre da parte di chi poi ha abbandonato il PD. Chi ha giustamente deciso di fare la propria battaglia rimanendo all’interno del partito, deve ora accettarne il risultato, godendo di tutte le prerogative che spettano alla minoranza: penso che questo sia il sentimento della stragrande maggioranza dei sostenitori di Orlando ed Emiliano, almeno di quelli che io conosco e stimo.
La
seconda considerazione non è mia ma di Paolo Mieli che ieri sera, ad Otto e mezzo, suggeriva (un po’ provocatoriamente, ma non solo) agli esponenti della sinistra extra PD (da Pisapia agli ex Sel, da Civati a Sinistra Italiana fino agli scissionisti più recenti di art.1 Mdp) di organizzare a loro volta delle elezioni primarie, in modo da misurare le adesioni di cui godono nel paese e da scegliere democraticamente una propria leadership.

Il mondo cattolico ed il M5S

Beppe Grillo

Ho letto con attenzione l’intervista rilasciata ieri da Beppe Grillo ad Avvenire (il quotidiano che di solito rispecchia le posizioni della Conferenza episcopale italiana), e quella al direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, pubblicata dal Corriere della sera. Prendo spunto da entrambe per esprimere, da cattolico attento alla politica, alcune considerazioni riguardo al rapporto tra mondo cattolico e M5S.

Comincio dall’intervista a Grillo, nella quale Beppe “vola alto”, dando di sé un’immagine accattivante, ben diversa da quella arrabbiata e sprezzante dei “vaffa…” Continua…

La mozione Renzi

Oggi nel pomeriggio ho presentato la mozione Renzi alla convenzione del mio circolo, S.Donato Centro.

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Ecco il testo del mio intervento.

Cari amici e compagni,

dopo tre anni e mezzo, torniamo a votare per scegliere chi dovrà guidare il nostro partito, il Partito Democratico. Ci chiamiamo democratici perché Continua…

La paura del referendum

Voucher

Anch’io, credo come tanti, sono rimasto perplesso di fronte alla decisione del governo di eliminare per decreto i voucher, rendendo così vana l’effettuazione del referendum abrogativo proposto dalla CGIL (salva la decisione della Corte di Cassazione) anziché procedere, come sarebbe stato ragionevole, ad una modifica della normativa in senso restrittivo e di maggiore controllo nell’uso di questo strumento la cui utilità, in casi ben circoscritti e definiti, non è negata nemmeno dalla stessa CGIL (che ne ha fatto uso).

Dopo di che, ripensandoci a mente fredda, mi sono detto che effettivamente, se ci trovassimo in una condizione politica normale, questa scelta rinunciataria sarebbe incomprensibile e sbagliata. Il fatto è che viviamo da tempo in una situazione patologica e l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre ne è la prova. Sarebbe infatti altamente probabile (per non dire certo) che un nuovo referendum sui voucher non si sarebbe giocato sul merito del problema (cioè eventualmente su una nuova legge che avrebbe regolamentato opportunamente l’uso di questo strumento) ma, ancora una volta, sul consenso o sul rifiuto delle politiche del governo Renzi (di fatto su Renzi stesso) in materia di lavoro (e non solo), con esiti facilmente prevedibili (anche grazie alle vicende Consip, Lotti, Tiziano Renzi, Minzolini ecc.). Cosa francamente assurda, anche tenuto conto del fatto che i voucher non sono un invenzione di Renzi e del Jobs act, ma risalgono ad un’idea del compianto Marco Biagi.

Tenuto conto di ciò ho visto le cose sotto un’altra luce e ritengo saggio che il governo abbia sgombrato il campo da un ulteriore motivo (pretesto?) di divisione e di spaccatura del paese (poi magari quelli che criticano questa decisione sono gli stessi che accusano Renzi di essere un elemento divisivo…).

Sarà comunque necessario, disinnescata la mina referendaria, procedere all’approvazione di una nuova legge, scritta con il coinvolgimento delle parti sociali (CGIL compresa) per normare l’uso dei voucher o di analoghi strumenti di regolamentazione del lavoro occasionale.

Il Passante e il mandato amministrativo

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Sistema tangenziale/autostrada di Bologna

Azzardo una previsione. La vicenda del Passante di mezzo (ovvero del Potenziamento in sede del sistema autostrada/tangenziale di Bologna) segnerà in misura determinante l’intero mandato amministrativo 2016/2021 e ne condizionerà fortemente gli esiti ed il consenso degli elettori.

Cerco di spiegarmi. La prima giunta Merola, con la firma dell’accordo interistituzionale del 16 aprile 2016, ha bruscamente chiuso il lungo e tormentato dibattito attorno al Passante Nord, approvando di fatto il progetto preliminare del Passante di mezzo. Dopo le elezioni del giugno scorso, che videro la vittoria al ballottaggio di Merola, si aprì il controverso confronto pubblico sul progetto, conclusosi a fine ottobre. Al termine di una rapida trattativa, il 16 dicembre è stato firmato il verbale conclusivo con il quale sono state concordate le integrazioni e le modifiche da inserire nel progetto definitivo.

Si è quindi aperta il 10 gennaio la procedura di VIA presso il Ministero dell’ambiente. La giunta Merola ha approvato il 7 marzo un corposo documento contente tutte le osservazioni e le prescrizioni da portare in sede di VIA e che dovrebbero condizionare la progettazione esecutiva e soprattutto l’attuazione del progetto e la gestione dell’infrastruttura. Vale la pena di segnalare che a questo risultato si è giunti dopo alcuni mesi caratterizzati da una certa tensione nelle relazioni tra giunta e consiglieri (di minoranza e di parte della maggioranza) in ordine al ruolo d’indirizzo del Consiglio comunale.

Il progetto comunque si realizzerà. Continua…

Come si sceglie un vescovo

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Papa Francesco

Poco più di due anni orsono, per la precisione l’8 febbraio 2015, scrissi sul mio blog un post dal titolo “Aspettando il nuovo vescovo. La Chiesa non è una democrazia. Tuttavia…..”.

http://www.paolonatali.it/2015/02/08/aspettando-il-nuovo-vescovo-la-chiesa-non-e-una-democrazia-tuttavia/

A Bologna eravamo in attesa della nomina del vescovo che avrebbe preso il posto di mons. Caffarra ed io auspicavo qualche forma di coinvolgimento e di consultazione di tutti i credenti della chiesa bolognese sul profilo che ciascuno avrebbe desiderato per il nuovo pastore.

La proposta trovò anche qualche riscontro ironico sulla stampa locale (del tipo: “adesso ci vogliono le primarie anche nella chiesa”).

Leggo sui giornali di sabato scorso:

Nuovo vicario di Roma

La consultazione per la scelta del nuovo vicario di Roma non è un progetto da mettere allo studio, ma è già in atto, dopo l’annuncio dato da Francesco in un incontro a San Giovanni in Laterano con i «parroci prefetti», che sono una trentina: preti e laici della diocesi, a partire da oggi ed entro il 12 aprile, possono scrivere al Papa indicando esigenze, profilo e nomi per quell’ incarico. Il cardinale Agostino Vallini, l’attuale vicario, compirà tra un mese 77 anni e il Papa intende nominare il successore entro la primavera.

La notizia mi ha particolarmente rallegrato, non solo perché corrisponde a quanto avevo auspicato, ma anche perché conferma che papa Francesco procede sulla strada delle riforme, senza farsi bloccare dalle opposizioni che incontra, soprattutto all’interno della chiesa.

Ribadisco: la chiesa non è una democrazia, ma uno stile autenticamente sinodale richiede che chi ha la responsabilità di decidere ascolti prima tutte le voci dei fedeli laici.

Aggiungo, e concludo, che lo stesso metodo partecipativo dovrebbe essere utilizzato dal vescovo al momento della nomina di un nuovo parroco.

Il Passante di Bologna e la salute dei cittadini

In questi giorni sul tema del Passante di Bologna, dei suoi prevedibili effetti sulla qualità dell’aria e più in generale della relazione tra inquinamento atmosferico e salute dei cittadini vanno registrati due contributi.smog1

Un’intervista rilasciata a Radio Città del Capo da Fiorella Belpoggi, direttrice del centro ricerca sul cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini e membro del Comitato scientifico sul Passante, ed una petizione promossa da Antonio Faggioli, medico igienista, già Direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ausl bolognese.

Ho ascoltato l’intervista, letto la petizione e vorrei esprimere, da non esperto in materia, alcune considerazioni riguardo ai rilievi che vengono avanzati sul tema. Continua…

Caro amico ti scrivo

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Matteo Renzi

Caro Matteo,

sono un tuo sostenitore della prima ora e continuo ad avere fiducia nelle tue capacità politiche, da mettere a servizio del paese.

Proprio per questo vorrei farti sapere ciò che penso dell’attuale, complessa situazione politica ed anche delle scelte da farsi nei prossimi mesi.

Hai espresso con grande determinazione la volontà di andare al voto nei tempi più rapidi possibili, e comunque entro la prossima primavera. A me questo sembra un azzardo assai pericoloso per il futuro politico tuo e del Pd, oltre che per il paese.

Non mi sfuggono le motivazioni di questa scelta: il progressivo esaurimento, dopo l’esito referendario, delle ragioni di questa legislatura, la difficoltà di contrastare l’insistente richiesta di elezioni da parte di Lega, FdI e M5S, accompagnata da accuse populiste (mantenimento delle pensioni dei parlamentari) ed il logoramento al quale sarebbe sottoposto il PD ed il governo.

E tuttavia mi sembrano di gran lunga maggiori i rischi connessi ad un’ accelerazione della crisi e ad un voto anticipato.

Non mi riferisco tanto alla necessità di mettere mano alle leggi elettorali per la Camera ed il Senato, in modo da renderle più coerenti tra loro e da provare a ridurre il rischio d‘ingovernabilità che la loro applicazione è destinata a produrre. Si vedrà in fretta, nelle prossime settimane, se si manifesterà tra le forze politiche una volontà ed una capacità di accordo in questa direzione. Non ho molta fiducia ma non è questo, a mio avviso, il problema principale che sconsiglia un voto anticipato.

I problemi che ti segnalo sono due. Continua…

Un assurdo processo

Alcune settimane orsono i giornali locali hanno dedicato ampio spazio ad un episodio di cronaca politica. AmeliaFrascaroli, consigliera di maggioranza appartenente al gruppo “Città comune con Amelia”, ha presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno riguardante il Passante, chiedendone la discussione urgente, senza passare attraverso l’istruttoria in Commissione. Messa ai voti, la richiesta è stata approvata grazie al voto favorevole oltre che delle opposizioni e della proponente, anche di alcuni consiglieri del PD mentre altri si sono astenuti. Il contenuto dell’ordine del giorno, oltre a segnalare una serie di proposte e di prescrizioni che si chiedeva venissero tenute presenti nel prosieguo dell’iter approvativo ed esecutivo del progetto, rivendicava per il futuro un maggiore coinvolgimento del Consiglio comunale. Il capogruppo ed altri consiglieri PD, in accordo con il Sindaco e l’assessore Priolo che non erano favorevoli alla discussione urgente della mozione, hanno votato contro. Si è così prodotta una spaccatura all’interno del gruppo PD e coloro che si erano espressi in difformità dal parere della Giunta sono stati definiti “ribelli”, “dissidenti”, “frondisti” ed accusati di slealtà nei confronti del Sindaco, tanto che a loro carico si è aperto un processo che verrà celebrato, a quanto pare, lunedì 16 gennaio nell’ ”aula-tribunale” di via Rivani. Da notare, per la cronaca, che l’ordine del giorno incriminato non si sa ancora quando verrà discusso.

In questa sede non vorrei entrare nel merito dei contenuti dell’ Odg, che peraltro è certamente suscettibile d’ integrazioni che lo migliorino senza stravolgerne l’impostazione. Vorrei piuttosto provare a suggerire, Continua…