La paura del referendum

Anch’io, credo come tanti, sono rimasto perplesso di fronte alla decisione del governo di eliminare per decreto i voucher, rendendo così vana l’effettuazione del referendum abrogativo proposto dalla CGIL (salva la decisione della Corte di Cassazione) anziché procedere, come sarebbe stato ragionevole, ad una modifica della normativa in senso restrittivo e di maggiore controllo nell’uso di questo strumento la cui utilità, in casi ben circoscritti e definiti, non è negata nemmeno dalla stessa CGIL (che ne ha fatto uso).

Dopo di che, ripensandoci a mente fredda, mi sono detto che effettivamente, se ci trovassimo in una condizione politica normale, questa scelta rinunciataria sarebbe incomprensibile e sbagliata. Il fatto è che viviamo da tempo in una situazione patologica e l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre ne è la prova. Sarebbe infatti altamente probabile (per non dire certo) che un nuovo referendum sui voucher non si sarebbe giocato sul merito del problema (cioè eventualmente su una nuova legge che avrebbe regolamentato opportunamente l’uso di questo strumento) ma, ancora una volta, sul consenso o sul rifiuto delle politiche del governo Renzi (di fatto su Renzi stesso) in materia di lavoro (e non solo), con esiti facilmente prevedibili (anche grazie alle vicende Consip, Lotti, Tiziano Renzi, Minzolini ecc.). Cosa francamente assurda, anche tenuto conto del fatto che i voucher non sono un invenzione di Renzi e del Jobs act, ma risalgono ad un’idea del compianto Marco Biagi.

Tenuto conto di ciò ho visto le cose sotto un’altra luce e ritengo saggio che il governo abbia sgombrato il campo da un ulteriore motivo (pretesto?) di divisione e di spaccatura del paese (poi magari quelli che criticano questa decisione sono gli stessi che accusano Renzi di essere un elemento divisivo…).

Sarà comunque necessario, disinnescata la mina referendaria, procedere all’approvazione di una nuova legge, scritta con il coinvolgimento delle parti sociali (CGIL compresa) per normare l’uso dei voucher o di analoghi strumenti di regolamentazione del lavoro occasionale.

Il Passante e il mandato amministrativo

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Sistema tangenziale/autostrada di Bologna

Azzardo una previsione. La vicenda del Passante di mezzo (ovvero del Potenziamento in sede del sistema autostrada/tangenziale di Bologna) segnerà in misura determinante l’intero mandato amministrativo 2016/2021 e ne condizionerà fortemente gli esiti ed il consenso degli elettori.

Cerco di spiegarmi. La prima giunta Merola, con la firma dell’accordo interistituzionale del 16 aprile 2016, ha bruscamente chiuso il lungo e tormentato dibattito attorno al Passante Nord, approvando di fatto il progetto preliminare del Passante di mezzo. Dopo le elezioni del giugno scorso, che videro la vittoria al ballottaggio di Merola, si aprì il controverso confronto pubblico sul progetto, conclusosi a fine ottobre. Al termine di una rapida trattativa, il 16 dicembre è stato firmato il verbale conclusivo con il quale sono state concordate le integrazioni e le modifiche da inserire nel progetto definitivo.

Si è quindi aperta il 10 gennaio la procedura di VIA presso il Ministero dell’ambiente. La giunta Merola ha approvato il 7 marzo un corposo documento contente tutte le osservazioni e le prescrizioni da portare in sede di VIA e che dovrebbero condizionare la progettazione esecutiva e soprattutto l’attuazione del progetto e la gestione dell’infrastruttura. Vale la pena di segnalare che a questo risultato si è giunti dopo alcuni mesi caratterizzati da una certa tensione nelle relazioni tra giunta e consiglieri (di minoranza e di parte della maggioranza) in ordine al ruolo d’indirizzo del Consiglio comunale.

Il progetto comunque si realizzerà. Continua…

Come si sceglie un vescovo

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Papa Francesco

Poco più di due anni orsono, per la precisione l’8 febbraio 2015, scrissi sul mio blog un post dal titolo “Aspettando il nuovo vescovo. La Chiesa non è una democrazia. Tuttavia…..”.

http://www.paolonatali.it/2015/02/08/aspettando-il-nuovo-vescovo-la-chiesa-non-e-una-democrazia-tuttavia/

A Bologna eravamo in attesa della nomina del vescovo che avrebbe preso il posto di mons. Caffarra ed io auspicavo qualche forma di coinvolgimento e di consultazione di tutti i credenti della chiesa bolognese sul profilo che ciascuno avrebbe desiderato per il nuovo pastore.

La proposta trovò anche qualche riscontro ironico sulla stampa locale (del tipo: “adesso ci vogliono le primarie anche nella chiesa”).

Leggo sui giornali di sabato scorso:

Nuovo vicario di Roma

La consultazione per la scelta del nuovo vicario di Roma non è un progetto da mettere allo studio, ma è già in atto, dopo l’annuncio dato da Francesco in un incontro a San Giovanni in Laterano con i «parroci prefetti», che sono una trentina: preti e laici della diocesi, a partire da oggi ed entro il 12 aprile, possono scrivere al Papa indicando esigenze, profilo e nomi per quell’ incarico. Il cardinale Agostino Vallini, l’attuale vicario, compirà tra un mese 77 anni e il Papa intende nominare il successore entro la primavera.

La notizia mi ha particolarmente rallegrato, non solo perché corrisponde a quanto avevo auspicato, ma anche perché conferma che papa Francesco procede sulla strada delle riforme, senza farsi bloccare dalle opposizioni che incontra, soprattutto all’interno della chiesa.

Ribadisco: la chiesa non è una democrazia, ma uno stile autenticamente sinodale richiede che chi ha la responsabilità di decidere ascolti prima tutte le voci dei fedeli laici.

Aggiungo, e concludo, che lo stesso metodo partecipativo dovrebbe essere utilizzato dal vescovo al momento della nomina di un nuovo parroco.

Il Passante di Bologna e la salute dei cittadini

In questi giorni sul tema del Passante di Bologna, dei suoi prevedibili effetti sulla qualità dell’aria e più in generale della relazione tra inquinamento atmosferico e salute dei cittadini vanno registrati due contributi.smog1

Un’intervista rilasciata a Radio Città del Capo da Fiorella Belpoggi, direttrice del centro ricerca sul cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini e membro del Comitato scientifico sul Passante, ed una petizione promossa da Antonio Faggioli, medico igienista, già Direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ausl bolognese.

Ho ascoltato l’intervista, letto la petizione e vorrei esprimere, da non esperto in materia, alcune considerazioni riguardo ai rilievi che vengono avanzati sul tema. Continua…

Caro amico ti scrivo

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Matteo Renzi

Caro Matteo,

sono un tuo sostenitore della prima ora e continuo ad avere fiducia nelle tue capacità politiche, da mettere a servizio del paese.

Proprio per questo vorrei farti sapere ciò che penso dell’attuale, complessa situazione politica ed anche delle scelte da farsi nei prossimi mesi.

Hai espresso con grande determinazione la volontà di andare al voto nei tempi più rapidi possibili, e comunque entro la prossima primavera. A me questo sembra un azzardo assai pericoloso per il futuro politico tuo e del Pd, oltre che per il paese.

Non mi sfuggono le motivazioni di questa scelta: il progressivo esaurimento, dopo l’esito referendario, delle ragioni di questa legislatura, la difficoltà di contrastare l’insistente richiesta di elezioni da parte di Lega, FdI e M5S, accompagnata da accuse populiste (mantenimento delle pensioni dei parlamentari) ed il logoramento al quale sarebbe sottoposto il PD ed il governo.

E tuttavia mi sembrano di gran lunga maggiori i rischi connessi ad un’ accelerazione della crisi e ad un voto anticipato.

Non mi riferisco tanto alla necessità di mettere mano alle leggi elettorali per la Camera ed il Senato, in modo da renderle più coerenti tra loro e da provare a ridurre il rischio d‘ingovernabilità che la loro applicazione è destinata a produrre. Si vedrà in fretta, nelle prossime settimane, se si manifesterà tra le forze politiche una volontà ed una capacità di accordo in questa direzione. Non ho molta fiducia ma non è questo, a mio avviso, il problema principale che sconsiglia un voto anticipato.

I problemi che ti segnalo sono due. Continua…

Un assurdo processo

Alcune settimane orsono i giornali locali hanno dedicato ampio spazio ad un episodio di cronaca politica. AmeliaFrascaroli, consigliera di maggioranza appartenente al gruppo “Città comune con Amelia”, ha presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno riguardante il Passante, chiedendone la discussione urgente, senza passare attraverso l’istruttoria in Commissione. Messa ai voti, la richiesta è stata approvata grazie al voto favorevole oltre che delle opposizioni e della proponente, anche di alcuni consiglieri del PD mentre altri si sono astenuti. Il contenuto dell’ordine del giorno, oltre a segnalare una serie di proposte e di prescrizioni che si chiedeva venissero tenute presenti nel prosieguo dell’iter approvativo ed esecutivo del progetto, rivendicava per il futuro un maggiore coinvolgimento del Consiglio comunale. Il capogruppo ed altri consiglieri PD, in accordo con il Sindaco e l’assessore Priolo che non erano favorevoli alla discussione urgente della mozione, hanno votato contro. Si è così prodotta una spaccatura all’interno del gruppo PD e coloro che si erano espressi in difformità dal parere della Giunta sono stati definiti “ribelli”, “dissidenti”, “frondisti” ed accusati di slealtà nei confronti del Sindaco, tanto che a loro carico si è aperto un processo che verrà celebrato, a quanto pare, lunedì 16 gennaio nell’ ”aula-tribunale” di via Rivani. Da notare, per la cronaca, che l’ordine del giorno incriminato non si sa ancora quando verrà discusso.

In questa sede non vorrei entrare nel merito dei contenuti dell’ Odg, che peraltro è certamente suscettibile d’ integrazioni che lo migliorino senza stravolgerne l’impostazione. Vorrei piuttosto provare a suggerire, Continua…

Quanto conta un consigliere comunale?

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L'aula del Consiglio comunale di Bologna

Sulle pagine del Corriere di Bologna si è aperto nei giorni scorsi, con un’intervista a Giulio Venturi, consigliere comunale del gruppo “Insieme Bologna”, un confronto sul ruolo del Consiglio comunale e dei suoi componenti. Venturi esprimeva la sua delusione, a pochi mesi dalle elezioni, per la scarsa rilevanza e la sostanziale inutilità del proprio ruolo.

Si tratta, lo dico sulla base dell’esperienza che ho fatto in consiglio comunale dal 2004 al 2010, di un sentimento abbastanza diffuso tanto tra i consiglieri di minoranza che tra quelli di maggioranza, sia pure per ragioni in parte diverse, sentimento peraltro alimentato da un lato da attese troppo alte, che scontano una mancanza di conoscenza del quadro delle competenze amministrative e istituzionali vigenti, dall’altro da ragioni oggettive sulle quali è possibile intervenire.

Quanto al primo punto è necessario che un consigliere comunale sia consapevole del fatto che, a seguito delle norme in vigore ormai da diversi anni, il Consiglio comunale ha perduto molte delle sue competenze di un tempo: atti che in passato erano votati dal Consiglio ora sono di competenza della Giunta, la quale a sua volta, assume soltanto atti amministrativi di carattere discrezionale essendo tutti gli altri sottratti ai politici e demandati ai dirigenti.

Restano tuttavia al Consiglio competenze importanti (approvazione di piani e programmi, gestione finanziaria ecc.) ed i consiglieri possono svolgere una funzione d’indirizzo e di controllo nei confronti dell’esecutivo, per la quale è necessario dedicare parecchio tempo (l’assenteismo non aiuta certo a valorizzare il proprio ruolo) non soltanto per partecipare alle sedute del Consiglio ed a quelle delle Commissioni di lavoro, ma anche per documentarsi, leggere preventivamente gli atti sui quali si è chiamati ad esprimersi, incontrare cittadini facendosi interpreti delle loro istanze attraverso interventi, interpellanze, interrogazioni, richiesta di udienze conoscitive, presentazione di ordini del giorno.

Questi ultimi sono a mio giudizio uno strumento privilegiato che il consigliere ha a disposizione per influire sull’azione amministrativa e, in definitiva, sulla vita della città. E’ ovviamente necessario che il contenuto dell’ Odg sia ben ponderato e che se si vuole che non resti un atto di pura testimonianza ma che venga approvato dal Consiglio, è necessario acquisire attorno ad esso il necessario consenso da parte dei colleghi sia di maggioranza che di minoranza, ciò che richiede, ancora una volta, tempo ed impegno.

Affinchè gli ordini del giorno approvati non restino lettera morta è poi indispensabile verificarne periodicamente l’ottemperanza da parte della Giunta e degli uffici.

Aggiungerei infine due considerazioni relative alle difficoltà ed alle frustrazioni che incontrano i consiglieri comunali.

Quelli di minoranza, se vogliono dare efficacia alla propria iniziativa politica, hanno soprattutto il problema di lavorare insieme e ricercare faticosamente unità e convergenze tra i diversi gruppi che la compongono, portatori sovente di idealità e di visioni della città diverse se non addirittura opposte.

Quelli di maggioranza vivono spesso il problema di essere chiamati, per ragioni di disciplina, a votare quasi alla cieca le delibere proposte dalla giunta, senza avere la possibilità di esercitare il proprio ruolo d’indirizzo e di proposta. Per evitare ciò è indispensabile strutturare tra giunta e gruppi consiliari di maggioranza, un sistema permanente ed organico di relazioni e di comunicazione che renda i consiglieri più informati, consapevoli ed in grado di collaborare efficacemente all’azione dell’esecutivo.

Leggo che la presidente del Consiglio comunale Luisa Guidone ritiene utile avviare una verifica ed un’eventuale modifica del regolamento del Consiglio allo scopo di rispondere all’ insoddisfazione dei consiglieri per il proprio ruolo e di migliorare i lavori del Consiglio.

Si può certamente lavorare in quel senso, intervenendo, come si è già fatto più volte in passato, non solo sul regolamento ma anche sullo statuto, ma non credo che per quella strada si otterranno cambiamenti sostanziali.

In definitiva ritengo che l’unica strada utile sia quella di non alimentare attese impossibili e d’ impegnarsi a fondo utilizzando tutti gli strumenti e le possibilità offerte dalla propria condizione di consigliere comunale.

Il confronto

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Alan Arkin

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Alan Arkin

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Marco Minniti

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Marco Minniti

Io trovo che tra l’attore Alan Arkin (Comma22, Edward mani di forbice ecc.) ed il ministro dell’interno Marco Minniti, età a parte, ci sia una certa somiglianza.

Che ne dite?

L’affidabilità delle classifiche sulla qualità della vita.

sole24oreHo sempre guardato con un certo interesse le classifiche sulla qualità della vita nelle province italiane che vengono pubblicate verso fine anno. Quella di Italia Oggi è di qualche tempo fa, mentre quella del Sole 24 Ore è stata resa nota oggi.

Penso che il prossimo anno farò a meno di dedicarvi attenzione.

Mi spiego. Non ho la pretesa che le due graduatorie si corrispondano pienamente. E’ evidente che se si scelgono parametri e indicatori diversi magari pesati diversamente le due classifiche presenteranno qualche differenza. Ma non è possibile che chi è prima per I.O. (Mantova) sia al 50° posto per il S24O. o chi è prima per il S24O (Aosta) sia al 22° posto per I.O.

E potrei continuare con altri esempi eclatanti: Milano ad esempio, 2° per S24O, è oltre metà classifica per I.O.

Anche Bologna, che è al 47° posto per I.O. è ben piazzata all’ 8° posto per il S24O., in buona compagnia con Firenze, rispettivamente 48° e 6°.

Poi è chiaro che ci sono anche alcune corrispondenze, nel bene (Trento e Belluno) e nel male (molte province del sud).

A questo punto inviterei i due quotidiani economici a confrontarsi un po’ fra loro per concordare, se ci riescono, un “paniere” comune. Ma non penso che succederà e quindi troveremo ancora tutti gli anni due classifiche in buona parte contrastanti tra loro e, per tale motivo, non molto affidabili.

Una polemica inutile e sbagliata sul Passante

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Il sistema tangenziale/autostrada di Bologna

In questi giorni la stampa locale ha dato un certo rilievo alla polemica tra il sindaco Merola e l’assessore Priolo da una parte e la consigliera Frascaroli ed alcuni consiglieri comunali del PD dall’altra, riguardo alla presentazione di un ordine del giorno sul Passante che è stato giudicato politicamente inopportuno dall’esecutivo.

Conosco il testo il testo dell’odg “incriminato” perchè ho contribuito alla sua redazione e ritengo che sia stato un errore, da parte della giunta e della presidenza del gruppo PD, ostacolarne la presentazione e la discussione, e questo sia per ragioni di metodo che di merito.

Quanto al metodo mi sembra del tutto fisiologico che dei consiglieri comunali di maggioranza, eletti direttamente dai cittadini come il Sindaco, desiderino svolgere il proprio ruolo di indirizzo (e, successivamente, di controllo) in una fase delicata di progettazione e di attuazione di un’infrastruttura strategica per la città di Bologna, che ha interessato ed interesserà per molti anni la vita dei cittadini e che ha suscitato e continuerà a suscitare polemiche accese. “Non disturbate il manovratore!” è sembrato essere il desiderio della giunta, trascurando il fatto (e qui si entra nel merito dell’odg e del suo contenuto) che la finalità della mozione presentata da Frascaroli era quella di appoggiare e rafforzare la giunta nella trattativa con Autostrade, senza alcun intento dilatorio, di segnalare fin d’ora alcune prescrizioni da recepire nell’ambito della Valutazione d’Impatto Ambientale e di rivendicare per il futuro un maggiore coinvolgimento ed informazione del Consiglio comunale. Una condivisione da parte del Sindaco e dell’assessore Priolo dell’odg sarebbe stato anche un modo per alleggerire la pressione dei comitati per il NO che continuano ad opporsi alla realizzazione del Passante.

Se volete leggere e giudicare voi stessi l’odg, cliccate su odg-progetto-passante-vers-04