L’attesa ed il clamore attorno al decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni, ed in particolare le proteste preventive della categoria dei tassisti (che hanno assunto in alcuni casi caratteristiche francamente inaccettabili) mi hanno indotto, anche per il mio impegno nella segreteria del PD, ad approfondire il tema del funzionamento di questo servizio, del quale mi ero occupato a suo tempo da consigliere comunale.
In particolare ho cercato di capire, in relazione alla specifica situazione bolognese, in quale misura sia necessario, ed a quali condizioni sia possibile, raggiungere, attraverso i provvedimenti varati (art. 36 del decreto governativo ) gli obiettivi generali delle liberalizzazioni: allargare il mercato, eliminare i monopoli, favorire la concorrenza, lo sviluppo e l’occupazione, agevolare i cittadini utenti nei prezzi e nella qualità del servizio senza “castigare” ingiustamente ed inutilmente le categorie professionali interessate.
La conclusione a cui sono giunto sul servizio taxi ed NCC (noleggio con conducente, le cosiddette auto blu) è che Continua…

Carlo Lusenti
Rispondendo ad una interrogazione della consigliera regionale Noè dell’Udc, l’assessore alla sanità Lusenti ha confermato l’intenzione della Regione Emilia Romagna di non apportare modifiche alle modalità di applicazione dei ticket sanitari (già riconosciute come inique e penalizzanti delle coppie sposate e delle famiglie con figli) in attesa che il governo provveda alle preannunciate modifiche a livello nazionale.
Questa posizione, che può sembrare a prima vista ragionevole, sembra a me del tutto deludente ed ingiustificata in quanto sono ormai passati cinque mesi dall’ entrata in vigore delle norme contestate ed ingiuste. Quanto tempo ancora si dovrà attendere per le correzioni in senso di maggiore equità, posto che non è realisticamente prevedibile quanto tempo occorrerà al governo per definire ed implementare il nuovo sistema ?
Ricordando ancora che altre regioni, come la Toscana, hanno fin dall’agosto scorso previsto la possibilità di utilizzare il parametro ISEE, che tiene conto della composizione del nucleo familiare, non si comprende perchè non sarebbe possibile anche da noi applicare fin da subito il medesimo sistema, sia pure in via transitoria, in attesa della complessiva riforma a scala nazionale.
Di fronte al declassamento da parte di Standard&poor’s del debito sovrano dei paesi di mezza Europa, tra i quali l’Italia, arretrata di ben due posti, si ripropone con forza il giudizio sull’attendibilità delle agenzie di rating (come, oltre alla citata, Moody’s e Fitch).
Non sono un’economista ma provo a dire le ragioni del mio scetticismo.
Senza pensare a pregiudizi di carattere politico-economico, mi sembra che le agenzie non valutino aspetti oggettivi e misurabili delle condizioni economico-finanziarie dei soggetti sottoposti a valutazione (stati o imprese) ma si basino su previsioni del rischio di investimento nei titoli di tali soggetti, previsioni per definizione soggettive e discrezionali (nel caso dell’Italia sembra aver pesato non un giudizio sulla manovra del governo Monti ma sulla supposta precarietà del consenso politico parlamentare di cui il governo godrebbe.
Anche la scala di misura che le agenzie adottano (diversa da agenzia ad agenzia e che mi ricorda, per analogia, i voti dei professori a scuola - 5+, 6– ecc.) non ancorata a parametri trasparenti, mi pare non deponga a favore della trasparenza ed oggettività dei giudizi.
Non sarebbe meglio definire un sistema di valutazione riconosciuto e condiviso, basato su una serie di indicatori misurabili come il rapporto deficit/PIL ed altri di cui gli economisti dispongono, magari considerati anche nella loro evoluzione nel tempo, e su questo basare il voto di sintesi?
Ho una qualche consocenza dei sistemi di certificazione ISO, EMAS ecc, sulla qualità, sull’ambiente, sulla sicurezza . e delle società che li applicano: anche in questo caso sono possibili valutazioni non corrette ma almeno esistono procedure definite da organismi ufficiali a cui ci si deve attenere rigorosamente. Possibile che non si possa, anche in economia, fare qualcosa di meglio?
Il numero odierno (2 gennaio) del quotidiano economico Italia Oggi, pubblica come ogni anno la sua classifica della qualità
della vita delle province italiane. Come sa chi segue da tempo questo mio blog, ho sempre prestato attenzione a questa come alle altre ricerche (come quelle del Sole24ore o Legambiente), che mettono a confronto le diverse istituzioni del nostro paese, un’attenzione critica, che cerca di non farsi influenzare dai risultati di Bologna, ma che entra nel merito delle valutazioni e della metodologia adottata.
Dico subito che, al di là della conclamata scientificità (Università la Sapienza come estensore del rapporto) e completezza (ben 93 parametri di riferimento) i risultati del rapporto non mi convincono. Continua…
Tra le misure strutturali necessarie per invertire la tendenza al peggioramento della qualità dell’aria (vedi post precedente) sono certamente comprese quelle relative ad una mobilità sostenibile, che producano un miglioramento del sistema di trasporto pubblico, sia dal punto di vista dell’offerta che della qualità ambientale dei mezzi, tale da promuovere l’abbandono dell’uso delle auto private a favore dei mezzi pubblici sia per gli spostamenti interni alla città che per quelli che interessano il territorio metropolitano.
Se verranno devoluti al completamento del Servizio Ferroviario Metropolitano e delle linee filoviarie bolognesi i fondi statali a suo tempo destinati alla metrotranvia, come promesso negl’incontri in sede ministeriale, sarà possibile operare un importante salto di qualità nel sistema di trasporto pubblico locale, i cui contenuti tecnici sono illustrati in un documento di grande interesse che vi consiglio di esaminare. Cliccare su sfm-filovie-dic-2011_02
I dati riassuntivi 2011 sulla concentrazione di polveri sottili confermano le previsioni di un netto e preoccupante peggioramento
rispetto agli ultimi due anni. Oltre al numero dei superamenti del limite giornaliero di 50 mcrgr/mc (69, contro i 63 del 2010 ed i 50 del 2009) è ancora più grave il peggioramento della concentrazione media annua, pari a 37 mcrgr/mc nel 2011 contro i 34 del 2010 e del 2009.
Il 2012 ha esordito con il primo superamento del primo giorno dell’anno, con 62 mcrgr/mc a porta S.Felice.
L’influenza negativa delle condizioni meteorologiche, che non è evidentemente possibile modificare, rende ancora più urgente e necessaria l’adozione di misure strutturali.
Il Comune di Bologna approverà tra breve l’ Ecobudget consuntivo 2010 (bilancioambientalecons2010) che contiene i risultati 2010 di una serie di indicatori ambientali (tra cui quelli sulla qualità dell’aria), mentre era già stato approvato il preventivo 2011 (bilancio_preventivo_2011). E’ auspicabile che in tempi brevi vemga approvato il preventivo 2012 che, oltre a prevedere un miglioramento della situazione contenga le misure necessarie affinchè questo avvenga.
Qualche settimana orsono la Regione ha reso noto e commentato i dati 2010 riguardanti la raccolta dei rifiuti urbani. Si tratta di dati che, come cittadini bolognesi, non possono non amareggiarci. La Provincia di Bologna, infatti, è quella che registra il risultato peggiore per quanto riguarda la raccolta differenziata (40,7%) superata da tutte le altre, che vanno dal 58,4% di Reggio Emilia, al 45,2% di Ferrara. Ma, cosa ancora peggiore, il dato negativo del territorio bolognese è determinato in larga misura dalla percentuale del comune di Bologna che è pari al 34,8%.
L’assessore Gabellini ha giustamente stigmatizzato questo risultato negativo in sede di presentazione dell’Ecobudget consuntivo 2010. Va tenuto presente che le previsioni dell’Ecobudget 2011 fissano l’obiettivo, largamente mancato, per l’anno che sta per finire al 56%!
L’amministrazione ha attivato una serie di progetti per la raccolta porta a porta in diverse zone della città a scarsa densità di popolazione ed altri sono allo studio, a carattere sperimentale, ma si dovrebbe procedere con maggiore energia e sollecitudine.
E’ per questo che il PD cittadino ha insediato un gruppo di lavoro su questo tema, che ho il piacere e l’onore di coordinare, composto da rappresntanti dei 9 quartieri cittadini, con funzione di controllo, stimolo e proposta nei confronti dell’amministrazione. Abbiamo cominciato a lavorare e contiamo di produrre, nei prossimi mesi, un documento da sottoporre all’assemblea cittadina. In questto lavoro vorremmo tenere conto in larga misura delle opinioni e dei suggerimenti dei cittadini bolognesi. E’ per questo che abbiamo predisposto un semplice questionario (per scaricare cliccare su dati-questionario-pd_def)
Sarei lieto se chi legge questo post compilasse il questionario e me lo inviasse per email all’indirizzo: paolo.natali@iol.it, o, comunque, mi mandasse le sue opinioni sul tema allo stesso indirizzo o commentando su questo blog. Naturalmente conto di tenervi informati.
E’ stata pubblicata in questi giorni l’edizione 2011 dell’indagine “LA MOBILITA’ SOSTENIBILE IN ITALIA” che riguarda le 50 città
principali, a cura di Euromobility, l’associazione dei mobility manager, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Per scaricare clicca su presentazione-2011
Bologna si colloca al 6° posto, preceduta nell’ordine da Torino, Venezia, Milano, Brescia e Parma. Un risultato abbastanza lusinghiero quindi, ma che può e deve essere migliorato se si rafforzeranno nei prossimi anni quelli che sono i nostri punti deboli, che anche la ricerca aiuta a mettere in evidenza. Continua…
Nei giorni scorsi la Regione, la Provincia ed i Comuni non hanno offerto uno spettacolo di grande tempestività decisionale e di accordo a proposito delle misure di limitazione del traffico per contrastare l’inquinamento atmosferico. In un primo momento era stata presa la decisione di anticipare il blocco del giovedì (che doveva scattare a gennaio in base all’accordo regionale quadro) e di aggiungere due giornate di blocco supplementare all’inizio della settimana prenatalizia. Poi, di fronte ai diversi orientamenti dei Comuni, ad una differente valutazione circa l’efficacia della misura ed alle previsioni metereologiche si è deciso a livello regionale di revocare tale decisione, il che ha provocato ancora giudizi differenziati da istituzione ad istituzione.
Nel frattempo giovedì 15 dicembre a Bologna si è verificato il 63° sforamento del limite per le polveri sottili, pareggiando così il numero degli sforamenti del 2010 che già erano stati ben superiori ai 50 superamenti del 2009, denunciando un costante trend negativo che non può non destare preoccupazione. Infatti le autorità sanitarie hanno Continua…
Il viaggio degli amministratori locali bolognesi di mercoledì scorso al Ministero delle infrastrutture è stato assai fruttuoso in quanto ha
permesso di avere concreti affidamenti circa la volontà del governo di devolvere la quasi totalità del finanziamento a suo tempo concesso al progetto di metrotranvia (237 di euro) ai progetti di completamento del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) e di filoviarizzazione del sistema di trasporto pubblico locale. Entro fine anno il CIPE dovrebbe formalizzare tale impegno e fissarne le condizioni attuative.
Così, al posto di un progetto economicamente insostenibile per la finanza locale e di efficacia trasportistica limitata, il territorio metropolitano bolognese ed il suo capoluogo potrebbero, entro alcuni anni, realizzare un decisivo salto di qualità per quanto riguarda il proprio sistema di trasporto pubblico. Completare il SFM (più treni, più stazioni anche in città, e migliore riconoscibilità) , anche grazie all’ultimazione dei lavori della Stazione centrale ad Alta Velocità prevista nel 2013, renderà il servizio più frequente, più confortevole ed affidabile e, quindi, più attraente (anche tenuto conto dell’elevato prezzo dei carburanti) per chi deve raggiungere Bologna dall’ hinterland soprattutto per motivi di studio e lavoro. Poter incrementare il numero di moderni filobus, attrezzando tutte le principali direttrici viarie cittadine, darà un contributo decisivo alla mobilità sostenibile ed alla qualità urbana sia per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico che il rumore.
Ma non basta. Continua…