
Mons.Mogavero
Francamente mi ha molto stupito il comunicato della Presidenza della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che si è affrettata a ridimensionare la dichiarazione di Mons. Mogavero, responsabile degli affari giuridici della CEI, che aveva energicamente criticato il decreto “interpretativo” del governo per salvare la lista del Pdl alle elezioni regionali del Lazio, giudicato tra l’altro “un brutto precedente, un fatto giuridicamente grave, causato da un atteggiamento arrogante della maggioranza che ha preteso di aggiustare tutto senza riconoscere le proprie responsabilità”.
Il portavoce della CEI ha affermato che, tenuto conto che “le questioni di procedura elettorale hanno natura squisitamente tecnico-giuridica ed hanno assunto nelle vicende degli ultimi giorni ricadute di tipo politico-istituzionale, considerata questa connotazione, la CEI non ha espresso e non ritiene di dover esprimere valutazioni al riguardo”.
Possibile che Presidenza della CEI, sempre pronta a prendere posizione pubblica, del tutto legittimamente, su tanti temi di carattere politico-istituzionale, non giudichi la democrazia e la giustizia in questo paese, temi eticamente sensibili, meritevoli del proprio giudizio?

Olivia
Il 3 marzo Olivia, la mia nipotina più piccola, ha compiuto un anno. Ho composto per lei una poesia (?), come ho fatto anche per Margherita, Tobia e Viola, sia alla nascita che al compimento del primo anno di vita.
Se volete conoscere anche questo aspetto della mia personalità….. cliccate su oliviaun-anno
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Formigoni
Il decreto “interpretativo” per rimettere in gioco Formigoni in Lombardia e la lista del Pdl in Lazio alle prossime elezioni regionali è l’ennesima conferma di un centrodestra che, per interessi personali, di partito o di schieramento, approva da solo leggi o interpretazioni normative di comodo.
Il Presidente Napolitano onestamente non poteva fare di più di ciò che ha fatto, vale a dire evitare che si modificasse unilateralmente la legge elettorale a campagna elettorale in corso: è come se durante una partita una squadra cambiasse le regole del gioco imponendo all’altra quelle che le fanno più comodo. Non è stata cambiata la legge ma la sua interpretazione, adattata alle due situazioni che si erano venute a creare, in Lombardia e Lazio.

Polverini
Il bello è che il Pdl non soltanto non ha nemmeno saputo chiedere scusa per gli errori e le negligenze che sono alla base della vicenda ma ha reagito con la consueta arroganza, minacciando addirittura il ricorso alla piazza ed invocando, a giustificazione del provvedimento, il diritto dei suoi elettori lombardi e laziali di poter votare per i propri candidati.
E’ inevitabile fare confronti con quanto è accaduto a Bologna. Qui Sindaco, Giunta e Consiglio sono decaduti come conseguenza delle doverose dimissioni di Delbono. Il PD, assumendosi pienamente la responsabilità di quanto accaduto, ha saputo chiedere scusa alla città. La richiesta di poter andare al voto al più presto Continua…

Governo ombra
Ho appreso dalla stampa e dai mezzi d’informazione che il Pdl bolognese ha deciso di costituire una “giunta ombra” per organizzare i suoi rapporti con il Commissario Cancellieri. A parte che “governi e giunte ombra” non portano bene, come sappiamo anche noi del centrosinistra, mi sembra che questa idea confermi che il Pdl bolognese non ha idee molto chiare sul suo ruolo: costituire una giunta ombra vuol dire, di fatto, collocarsi all’opposizione del Commissario e cercare di condizionarne le scelte verso posizioni alternative rispetto a quelle operate dalle giunte Cofferati e Delbono e, soprattutto, da quanto deliberato dal Consiglio comunale negli ultimi sei anni. E’ quanto appare ad esempio rispetto al metrò, dove il Commissario ha manifestato l’intenzione di rendere possibile la realizzazione dell’opera, secondo il progetto approvato dalla Giunta Cofferati, sulla base della delibera CIPE del 31 luglio 2009 pubblicata sulla G.U. del 26 febbraio scorso. Ma di questo avremo occasione Continua…
Altro che le domeniche senz’auto nella Cerchia del Mille. E’ nei giorni lavorativi che occorre assumere comportamenti tali da ridurre al minimo gli spostamenti su auto individuale ed utilizzare il trasporto pubblico su ferro e su gomma e la bicicletta. Gli strumenti sono noti ed applicati anche da noi, ma con una timidezza eccessiva. La Repubblica di oggi, 2 marzo, descrive la strategia assunta a New York, ma anche a Londra, Parigi, Berlino: incentivi al trasporto pubblico locale e agli spostamenti in bici, incentivi ai piani di spostamento casa-lavoro (mobility management), flotta pubblica ecologica (bus, taxi), ridefinizione degli orari di consegna delle merci, incentivi al rinnovo del parco auto circolante, limite a 30 Km. in alcune aree, potenziamento del car-sharing, aumento delle zone pedonali, limitazioni della mobilità privata…..
Non c’è niente da inventare ma c’è tanto da realizzare senza paura di scontentare gli automobilisti ed i commercianti: una città più vivibile conviene a tutti !

Viola, Tobia, Margherita
A seguito dello scioglimento del Consiglio comunale del quale tratto diffusamente in altri articoli, da qualche giorno mi ritrovo per la prima volta a vivere da pensionato. In realtà il mio pensionamento lavorativo è scattato dall’ 1 gennaio 2005 ma dal momento che a quella data ero appena stato eletto consigliere comunale, le mie giornate non erano poi cambiate di molto, con qualche lamentela, soprattutto iniziale, da parte di mia moglie. La mattina di fatto la passavo interamente in Comune ed anche diversi pomeriggi erano occupati dal Consiglio (il lunedì) e dalle Commissioni. Quindi non mi era mai capitato prima d’ora di avere le giornate così libere……… In realtà debbo dire che non mi annoio: proprio in queste settimane, per una serie di motivi che non sto a descrivere, sono particolarmente cresciuti gl’impegni familiari connessi al mio ruolo di nonno di quattro splendidi nipotini (vedi foto) e di figlio di una mamma assai in gamba da ogni punto di vista ma che con i suoi 93 anni molto ben portati richiede, come potete immaginare, qualche attenzione in più che in passato.

Olivia
Come ho scritto alla fine del mio post precedente, conto poi d’impegnarmi attivamente nel lavoro di ascolto e di contatto con i cittadini, in particolare con gli abitanti di S.Donato e con tutti coloro con i quali ho avuto rapporti in questi anni di lavoro in Consiglio comunale, con uno sguardo al presente ed al futuro. Spererei infatti, quando andremo di nuovo alle urne per eleggere il nuovo Sindaco ed il nuovo Consiglio comunale di Bologna, di potermi nuovamente candidare ed essere eletto: la triste conclusione di questo breve mandato ha lasciato in me ed in tanti cittadini una profonda amarezza che vorrei cancellare con una nuova stagione amministrativa all’insegna del buon governo (buono in tutti i sensi, nei contenuti e nello stile, finalmente!).
Naturalmente Continua…
E’ un interrogativo che si pone al PD, come forza politica responsabile e di governo, ed al quale si è già
cominciato a dare risposta nelle sedi opportune, nei Circoli, nei Quartieri ed in via Rivani. Il segretario provinciale De Maria ha scritto una lettera aperta alla città, pubblicata il 25 febbraio scorso sul sito http://www.pdbologna.org , il cui contenuto condivido. Intanto si tratta di vincere le elezioni regionali e, soprattutto di vincerle bene, largamente: in particolare acquisterà importanza il risultato di Bologna, che permetterà di capire in che misura, soprattutto attraverso l’astensione, i cittadini vorranno far pagare al Pd il prezzo della vicenda Delbono. Poi ci sarà il Congresso, sul quale avrò modo di soffermarmi in futuro, che dovrà, a mio giudizio, segnare un netto rinnovamento del nostro modo di fare politica rispetto alle modalità seguite in questi ultimi anni. Vorrei soffermarmi invece sul “che fare” a Bologna di fronte alla gestione commissariale. Ho già espresso alcune considerazioni nel post “Un Commissario per Bologna” al quale rinvio. Ad esse aggiungo quanto segue.
Alle ripetute e motivate richieste del Pd, di tutto il centrosinistra e dell’Udc, affinchè si possa andare al voto quanto prima, il Pdl ha fin qui saputo opporre un unico argomento: Continua…
Come preannunciato il 21 febbraio ho svolto una relazione al seminario su “Imparare a partecipare” organizzato dagli amici dell’Associazione “Sostenere non sopportare”. Per scaricare clicca su imparare-a-partecipare
Unisco anche il testo di un articolo su “Muoversi a Bologna” scritto per la rivista della medesima associazione. Per scaricare clicca su mobilita

Il Commissario Cancellieri
Non era mai successo prima d’ora e bisogna dire che ce la siamo voluti, anche se non tutti portiamo la stessa responsabilità per questa situazione, sulla quale vorrei esprimere qualche considerazione.
Il Commissario straordinario, per come lo conosciamo, è una figura che la legge prevede quando si tratta di affrontare una situazione appunto straordinaria, un’emergenza che i normali organismi non sono in grado di fronteggiare e che richiede decisioni rapide, assunte da una sola persona, secondo procedure fuori dalla norma. Il governo Berlusconi ha fatto un uso abbondante di questo istituto, anche quando le circostanze non lo richiedevano, come per l’organizzazione di grandi (e non solo) eventi , con le possibili conseguenze patologiche che le cronache di questi giorni ci consegnano. Anche nel caso dell’emergenza rifiuti in Campania la gestione commissariale denunciava un’incapacità delle istituzioni locali di affrontare i problemi con gli ordinari provvedimenti di pianificazione e di gestione. Pienamente giustificato viceversa il Commissario straordinario per gestire, con decisioni rapide ed efficaci, sia pure con il concorso di tutte le istituzioni competenti, l’emergenza creata da un’alluvione o da un terremoto. Ma anche in questi casi è opportuno che, passata l’emergenza, siano le istituzioni democratiche (dal Comune allo Stato) a gestire la situazione.
Anche a Bologna abbiamo vissuto un “terremoto politico”. Continua…
Nei giorni scorsi la stampa ha dedicato una certa attenzione, come capita di tanto in tanto, al tema dei laici cattolici bolognesi appartenenti al Partito Democratico. L’occasione è stata offerta dalle lamentele di chi si è sentito escluso dalla lista dei candidati per le elezioni del Consiglio regionale, a causa della propria fede, o di chi ritiene che il PD non valorizzi adeguatamente, in termini di posti nelle istituzioni, i laici credenti.
La mia opinione è che non abbia senso considerare i cattolici che hanno scelto di stare nel PD Continua…