Meglio pubblico o privato?

Il viadotto sul Polcevera

Il tema del ruolo e dei rapporti tra pubblico e privato nell’economia e nella gestione dei servizi è tornato di grande attualità dopo la tragedia di Genova. Vorrei provare a mettere in fila alcune considerazioni che risentono anche del ruolo di dirigente pubblico che ho ricoperto nella mia vita lavorativa.

Se guardiamo alle vicende storiche non soltanto del nostro paese, non v’è dubbio che il ruolo del pubblico nell’economia, dagli anni ‘90 è andato via via scemando o comunque modificandosi profondamente, lasciando spazio al privato, ed alla liberalizzazione del mercato.

Tutti ricordano in questi giorni l’IRI, attraverso cui lo Stato possedeva e produceva tra l’altro panettoni (Motta, Alemagna…) automobili (Alfa Romeo) e molto altro, oltre a costruire e gestire strade, autostrade, ferrovie e compagnie aeree. E come non ricordare le aziende pubbliche municipali o consortili che gestivano acquedotti, fognature, rifiuti, trasporti locali …

A poco a poco, nel corso degli anni, il pubblico ha fatto passi indietro Continua…

Una buona notizia, poco diffusa

Nei giorni scorsi ARPAE, l’agenzia regionale per l’ambiente e l’energia, ha diffuso i dati di una campagna d’indagine 2011/2016 sul fenomeno della subsidenza (l’abbassamento del suolo) nel territorio della pianura regionale.

Ricordo bene quanto tale fenomeno fosse allarmante negli anni ‘70 (me ne occupavo allora come dirigente della Provincia di Bologna), soprattutto nel bolognese e nel ravennate.

In particolare nel centro di Bologna (via Zamboni e zona universitaria) e nella pianura a nord del capoluogo, si registravano abbassamenti con velocità superiori a 50 mm/anno. I timori principali riguardavano sia la statica dei fabbricati storici, a causa degli abbassamenti differenziali in punti diversi dell’edificio, sia la funzionalità dei condotti fognari, dei canali e dei corsi d’acqua naturali a causa della diminuzione di pendenza motrice dovuta ad abbassamenti maggiori a monte rispetto a valle.

La causa principale della subsidenza venne individuata nell’eccessivo emungimento di acqua dal sottosuolo per usi civili ed industriali, per cui si decise di adottare strategie di risparmio idrico e di sostituzione di acque di falda con acque di superficie.

Bene. A distanza di cinquant’anni il rapporto di ARPAE ci fornisce notizie confortanti. Eccole di seguito.

In conclusione, le elaborazioni condotte hanno mostrato come nel tempo gli emungimenti dalle falde nel territorio bolognese siano considerevolmente diminuiti: da oltre 90 Mmc/anno negli anni ’70 del secolo scorso, a poco più di 60 Mmc/anno da inizio secolo a fine del primo decennio, fino a meno di 50 Mmc/anno nel periodo più recente. Corrispondentemente, sui 17 comuni che costituiscono il dominio territoriale, si sono ridotte fortemente le velocità di abbassamento del suolo: da oltre 33 mm/anno medi negli anni ’80 del secolo scorso (con ampi areali con velocità superiori a 50 mm/anno) a circa 13 mm/anno medi ad inizio secolo, risultando infine dell’ordine dei 3 mm/anno medi nel periodo più recente.

Appare molto evidente un legame causa - effetto fra riduzione degli emungimenti dalle falde e riduzione della velocità di abbassamento del suolo, segnalandosi in particolare come nel periodo più recente la diminuzione degli emungimenti idropotabili dai campi pozzi in area Reno, connessa all’entrata in esercizio del derivatore Reno-Setta, ha congiuntamente portato una forte diminuzione dei valori di subsidenza. Si segnala inoltre una forte riduzione dei fenomeni di subsidenza, ad una scala molto più localizzata (comuni di San Lazzaro, Castenaso e Ozzano), concomitante con la riduzione degli emungimenti dal campo pozzi Mirandola avvenuta dal 2000 in poi.

Ulteriori approfondimenti potrebbero essere effettuati per evidenziare una relazione quantitativa che leghi i fenomeni di subsidenza al regime di emungimenti dalle falde. Si può, comunque, ritenere che nell’areale bolognese il regime di emungimenti dall’acquifero di pianura nell’ultimo periodo 2010-2016 (successivo all’entrata in servizio del derivatore Reno-Setta) sia compatibile con una significativa riduzione dei fenomeni di subsidenza.

Come anzidetto, l’abbassamento generalizzato che ha caratterizzato in passato il territorio bolognese, sia per vastità delle superfici interessate sia per i valori di velocità particolarmente elevati, si è fortemente ridimensionato, in ragione principalmente della riduzione dei prelievi acquedottistici. Il 39% del territorio presenta una riduzione della subsidenza, tuttavia, permangono alcune aree di media pianura, molto localizzate, che continuano a presentare abbassamenti, seppure di entità notevolmente ridotta rispetto al precedente rilievo. In particolare, ci si riferisce ai centri di Sala Bolognese , Castello d’Argile , e Budrio con velocità massime intorno a 15 mm/anno. La città di Bologna presenta abbassamenti di alcuni mm/anno fino a massimi di 5 mm/anno, grosso modo in linea con il precedente rilievo. Valori simili, ma di segno positivo (addirittura! n.d.r.), si evidenziano invece in ampie aree a nord del centro cittadino , aree che in particolare hanno beneficiato della riduzione dei prelievi acquedottistici.

La mia soddisfazione, di fronte a tali notizie, risiede nel fatto che le strategie a suo tempo individuate sono state effettivamente messe in atto (grazie all’impegno della Regione, degli enti locali interessati e delle aziende acquedottistiche; l’addutore Reno-Setta è una delle opere realizzate a latere della variante di Valico) ed hanno dato i risultati attesi, disinnescando un rischio poco visibile ma proprio per questo assai insidioso.

Non era per niente scontato che questo accadesse: forse si dovrebbe parlarne di più!

Costi e benefici del Passante

Il ministro Toninelli

Nei giorni scorsi, interpellato a proposito della sorte di alcune grandi infrastrutture di cui è prevista la realizzazione, il ministro “concentrato” Toninelli ha pensato di cavarsela brillantemente chiamando in causa l‘analisi costi-benefici, quale strumento da utilizzare per decidere se un’opera si farà o meno. Stessa dichiarazione da parte di Luigi Di Maio.

La mia sensazione è che i due autorevoli esponenti del M5S in realtà non sappiano bene di cosa parlano e stiano ripetendo questo mantra, tenendosi le mani libere per prendere decisioni squisitamente politiche, del tutto al di fuori da ragioni oggettive. Continua…

I risultati di “Aria pesa”

Nello scorso mese di gennaio avevo dedicato un post alla campagna “Aria pesa” (http://www.paolonatali.it/2018/01/17/la-campagna-aria-pesa/), i cui risultati sono stati resi noti di recente. Vorrei commentarli brevemente.

I campionatori riconsegnati dai cittadini, la cui misura è stata giudicata attendibile sono 273, posizionati per il 90% all’interno del comune di Bologna.

In un grafico generale sono stati riportati i valori medi mensili di concentrazione di NO2, che variano da 20 ad 80 mcgr/mc., suddivisi in 8 intervalli.

Alcuni di questi intervalli vengono descritti con riferimento ai valori di porta S.Felice e dei Giardini Margherita, località che ospitano (insieme a via Chiarini) le centraline fisse ARPAE nelle quali viene misurato anche l’NO2. Dalla relazione non si comprende con chiarezza se questi valori sono quelli medi annui ARPAE del 2017 o quelli medi mensili di febbraio 2018 misurati dalle centraline ARPAE o dai campionatori “Aria pesa”. Oltretutto la relazione contiene un ragionamento piuttosto tortuoso che sembra utilizzare i dati della campagna “Aria pesa” per stabilire in quante località che hanno ospitato i campionatori potrà essere superato a fine 2018 il limite di legge che, ricordo, è di 40 mcgr/mc di NO2 come media annua.

A me pare del tutto arbitrario Continua…

“Ero forestiero e non mi avete ospitato – Mt 25,43”

Prima di esprimere alcune riflessioni in materia di politiche migratorie, c’è da prendere atto con grande amarezza del clima culturale e dell’ opinione pubblica che è venuta ad affermarsi via via negli ultimi anni sul problema dell’immigrazione, sia nel nostro paese che in Europa: i valori di accoglienza, di solidarietà e di apertura ai bisogni degli altri risultano nettamente minoritari.

La crescita dei voti alla Lega nelle recenti elezioni politiche ed amministrative ed il successo personale di Salvini sono indicativi di questo clima, che peraltro la stessa Lega ed il suo leader hanno contribuito ad alimentare, utilizzando slogan e messaggi fuorvianti e talora bugiardi:

“prima gl’italiani”, “è finita la pacchia degli immigrati che ci costano ogni giorno 35 €”, “finirà il business dell’immigrazione”, “fermiamo l’invasione”, “riporteremo a casa loro 600.000 clandestini”.

Queste “verità”, proclamate con enfasi da Salvini, condivise dal resto del centrodestra e confermate dal silenzio del M5S, sono ormai divenute “luogo comune” tra la gente e producono una percezione della realtà che stravolge la realtà stessa.

La chiesa, i movimenti , i partiti e le associazioni di sinistra non sono riusciti a contrastare con efficacia questa deriva culturale: tanti buoni cristiani votano Lega (Salvini poi ha sempre il vangelo in tasca e se ne vanta), così come tanti elettori del PD si sono lasciati sedurre dal verbo sicuritario e sovranista della sirena leghista.

E veniamo adesso alle politiche. Continua…

Trasparenza e consapevolezza

Dichiarazione dei redditi

Ci sono certamente cose più importanti, ma mi sembra comunque utile segnalare con soddisfazione questo piccolo passo avanti verso una sempre maggiore trasparenza e consapevolezza dei cittadini per quanto riguarda il proprio rapporto con lo Stato.

Entrando con il proprio PIN nel sito dell’Inps o dell’Agenzia delle Entrate, è possibile visualizzare e scaricare il file .pdf che contiene la destinazione delle proprie imposte versate nel corso dell’anno 2016, così come risultano dalla dichiarazione dei redditi 2017.

Tralasciando, per ragioni di privacy, le cifre assolute, queste sono le percentuali per le diverse voci di spesa pubblica:

  • 21% Previdenza e assistenza (Protezione sociale)

  • 19% Sanità

  • 11% Interessi su debito pubblico

  • 11% Istruzione

  • 9% Difesa, Ordine pubblico e sicurezza

  • 8% Servizi Generali delle Pubbliche Amministrazioni

  • 7% Economia e lavoro (comunicazioni, agricoltura, att. manifatturiere)

  • 4% Trasporti

  • 3% Contributo Bilancio UE

  • 3% Protezione dell’ambiente

  • 2% Cultura e sport

  • 2% Abitazioni e assetto del territorio

  • 100% Totale imposte

Lascio a ciascuno i propri commenti.

Personalmente sono colpito, anche se non è una sorpresa, dal peso della spesa per previdenza, assistenza e sanità (40% del totale) e dalla spesa per interessi sul debito pubblico.

Anche la spesa per i servizi generali delle pubbliche amministrazioni mi sembra molto elevata.

A “farne le spese” sono le “cenerentole” (protezione dell’ambiente, cultura, casa e assetto del territorio). Ma ciascuno, a questo riguardo, può avere le proprie legittime sensibilità.

D’altro canto, per poter destinare più risorse a qualche settore (ad esempio l’istruzione o la sanità) è necessario aumentare le entrate (recupero dell’evasione o, del tutto improbabile ed impopolare, aumento delle tasse) o ridurre le spese in altri campi.

L’ora di religione/i

Simboli religiosi

Nei giorni scorsi il Corriere di Bologna ha dedicato diversi articoli a come viene svolta l’ora di religione alle scuole elementari Don Minzoni di S.Donnino ed alle scuole medie Saffi del Pilastro, appartenenti all’I.C.11.

La peculiarità consiste nel fatto che l’insegnante di religione, in collaborazione con l’insegnante di attività alternative, non insegna solo la religione cattolica ma le diverse religioni (cattolicesimo, ebraismo, islamismo, buddismo, induismo ecc.) tenendo conto della presenza di numerosi bambini stranieri, appartenenti a famiglie che praticano religioni diverse da quella cattolica. Il risultato è che tutti i bambini stanno insieme e ricevono il medesimo insegnamento.

Si tratta di una scelta e di un programma didattico che è stato approvato dal collegio dei docenti e che, pur essendo innovativo, non è contrario a quanto prevedono la legge e le norme concordatarie, tanto è vero che sia la Diocesi che il Provveditorato scolastico regionale hanno espresso il loro consenso.

La cosa paradossale è che a dichiararsi contrari sono stati sia il Comitato Scuola e Costituzione (fieramente avverso al Concordato) sia chi all’opposto è favorevole (Concordato alla mano) al tradizionale insegnamento della religione cattolica (tra questi la preside del Liceo Malpighi ed il Presidente delle ACLI bolognesi), insomma laici-sti duri e puri e cattolici doc.

Sarò troppo realista ma a me sembra che il superamento del Concordato non sia proprio all’ordine del giorno tra i problemi del nostro paese. E allora, realisticamente, come non approvare ed incoraggiare un’esperienza che ha un valore ed un significato culturale (certificato dagli organi scolastici) e che ha soprattutto il merito di tenere insieme e non separare bambini e famiglie di diversa etnia e cultura religiosa, favorendo la conoscenza reciproca e l’integrazione?

Il gioco dell’oca delle infrastrutture

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Sistema tangenziale/autostrada

Visto il risultato delle elezioni politiche del 4 marzo scorso, gli esponenti locali dei partiti vincitori (Centrodestra a trazione leghista e Movimento 5 s) ne hanno immediatamente approfittato per riprendere il canoneggiamento contro il Passante di Bologna, sostenendo che il prossimo governo (di cui al momento in realtà non si ha notizia) avrebbe potuto e dovuto cancellare l’opera.

Quindi, oltre a criticare i Ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali per aver firmato i decreti conseguenti alla Valutazione d’Impatto Ambientale positiva, si è diffidato il Ministero delle Infrastrutture dal convocare la Conferenza dei Servizi che dovrebbe dare avvio definitivo all’opera.

Ciascuno fa ovviamente il suo mestiere, sorvolando bellamente ragioni di legittimità e di opportunità e cavalcando le tante critiche, proteste e dubbi che un’infrastruttura importante (ed impattante) come il Passante aveva sollevato.

Non so come andrà a finire. Certamente il risultato elettorale non accelererà né faciliterà l’iter di per sé lungo e complesso dell’opera.

Quello che mi sembra indiscutibile è che se si bloccherà il Passante, a rallegrarsene saranno, oltre agli oppositori, anche ASPI (Autostrade per l’Italia) che potrà evitare di spendere parecchie centinaia di milioni di euro.

L’altra cosa che mi sento di sottolineare è che i partiti “picconatori” del Passante ripresentano le loro alternative assolutamente inadeguate a risolvere le criticità del sistema autostrada/tangenziale.

Forza Italia e Lega puntano sul Passante Sud, difficile a realizzarsi per la fragilità del territorio attraversato ma soprattutto capace di alleggerire solo parzialmente l’autostrada e del tutto ininfluente rispetto al traffico che interessa la tangenziale.

Il Movimento 5 Stelle da parte sua se la cava con il mantra del potenziamento del Servizio Ferroviario Metropolitano, trascurando il fatto che esso risponde ad una domanda di mobilità del tutto diversa da quella che viene soddisfatta (sia pure con un basso livello di servizio) dal sistema autostrada/tangenziale.

Siamo in attesa di chi riproporrà il Passante Nord e così, come nel gioco dell’oca, si ritorna alla casella di partenza. Peccato che nel frattempo passino gli anni.

Va bene che si può cambiare idea ma…..

Luigi Di Maio

Mattia Feltri su La Stampa di oggi 6 aprile riporta una serie di dichiarazioni di Di Maio sul PD. Tra le prime 22 e la 23^ c’è una bella differenza. E’ vero che in politica è lecito cambiare opinione ma forse questo è un po’ troppo, almeno per i miei gusti.

Di Maio 1: «Il Movimento è nato in reazione al Pd, al loro modo di fare politica. E oggi offre uno stile nuovo». Di Maio 2: «Il Pd ha un’idea perversa del concetto di democrazia». Di Maio 3: «Il Pd è un partito di miserabili che vogliono soltanto la poltrona». Di Maio 4: «Il Pd si fa pagare da Mafia Capitale». Di Maio 5: «Il Pd profana la democrazia». Di Maio 6. «Nel Pd hanno una questione morale grande come tutto il Pd». Di Maio 7. «Nel Pd sono ladri di democrazia». Di Maio 8: «Il Pd è il simbolo del voto di scambio e del malaffare». Di Maio 9: «Nel Pd ci sono gli assassini politici della mia terra, sono criminali politici». Di Maio 10: «Il Pd fa politiche che favoriscono i mafiosi». Di Maio 11: «Il Pd è da mandare via a calci». Di Maio 12: «Il Pd ha i mesi contati, mandiamoli a casa». Di Maio 13: «Il Pd è il partito dei privilegi, della corruzione e delle ruberie. A casa». Di Maio 14: «Il Pd sta con le banche, manda sul lastrico i risparmiatori». Di Maio 15: «Il Pd è responsabile di questo schifo». Di Maio 16: «Il Pd è il male dell’Italia». Di Maio 17: «Le misure economiche del Pd sono infami». Di Maio 18: «Siamo noi l’unica alternativa al Pd». Di Maio 19: «L’unica cosa che possiamo fare è invitare i cittadini a liberare l’Italia dal Pd». Di Maio 20: «Non ci fidiamo del Pd». Di Maio 21: «Parlare con il Pd è un suicidio». Di Maio 22: «Escludo categoricamente qualsiasi alleanza col Pd». Di Maio 23: «Il nostro primo interlocutore è il Pd con l’attuale segretario e con le persone che in questi anni hanno lavorato bene».

Ancora sul “perfido” Rosatellum

Il 22 gennaio scorso avevo dedicato un post a controbattere ad un articolo di critica “velenosa” di Michele Ainis al sistema elettorale detto Rosatellum, con il quale si sono svolte le elezioni del 4 marzo scorso. Ora, ad urne chiuse da un mese, vorrei tornare sull’argomento, smentendo, alla luce dei risultati elettorali, alcune tra le altre critiche che venivano mosse al Rosatellum.

Intendiamoci: io non considero questo sistema elettorale come il migliore possibile (peraltro è opinione comune che non esista un sistema elettorale ideale ed esente da critiche) ma credo che giudicarlo come nefasto, antidemocratico e fonte di ogni male, come soprattutto gli esponenti del M5S e di LEU hanno fatto prima del 4 marzo, fosse sbagliato.

Dicevano che era un sistema pensato appositamente per far perdere i grillini e per propiziare un governo di larghe intese fra PD e FI e abbiamo visto come sono andate le cose. Continua…