Prmarie sì, primarie no.

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 21 novembre, 2020

Il sindaco uscente Virginio Merola

Non mi è ben chiaro il percorso che è destinato a portare alla individuazione del candidato sindaco di Bologna del centrosinistra nelle elezioni che si svolgeranno il prossimo anno.

Hanno fatto bene le Sardine a richiamare il PD ad una maggiore trasparenza, anche se era meglio evitare l’attacco personale a De Maria.

Ci sono stati gl’incontri del PD a livello di Quartiere sulla traccia di programma. Tuttavia non è stato chiarito in che rapporto sta il programma del PD con il programma del candidato sindaco nè come questo passaggio si inserisce nel percorso per la scelta del candidato.

Nella riunione a S.Donato-S.Vitale, alla quale ho partecipato, ci sono stati dei contributi, inseriti in un documento finale che non so che fine abbia fatto.

Nella stessa riunione qualcuno ha espresso una preferenza per Aitini, qualcuno si è espresso contro le primarie ma non era questo all’ordine del giorno.
Poi sul Resto del Carlino del 13 novembre è comparso un articolo assai dettagliato che dava conto delle consultazioni che il segretario Tosiani sta facendo all’interno del partito. A metà sondaggio tra le preferenze espresse in testa è Aitini, seguito da Lombardo e Lepore. Poi che succederà?

E De Maria che continua a non dirsi interessato (ma se gli chiedessero di fare il salvatore della patria penso che non direbbe di no) e la Gualmini?

Nessuna parola sui programmi, sull’alleanza (che deve essere larga, alla Bonaccini), sulle eventuali primarie…….

Se nel PD non si trova un accordo unanime (o quasi) sul candidato unico, il percorso corretto mi sembrerebbe questo: il PD predispone uno schema di programma con gli obiettivi essenziali, con cui va al confronto con le possibili forze alleate a sinistra e al centro, compresi i 5S. Si definiscono i contorni dell’alleanza e si fanno primarie di coalizione, a cui possono partecipare anche più candidati del PD (è già successo in passato). Chi vince è sostenuto da tutti: questa è la regola base senza la quale le primarie non hanno senso e sono controproducenti.

Cosa è successo in passato?

1995. Vitali vince al primo turno col 50,4 contro Gazzoni.

1999. Rottura Vitali/Partito DS. Primarie di coalizione. Vince Bartolini 79,9%. Seguono Cevenini (DS), Celli (Verdi), Paruolo (Ulivo).

Al primo turno Bartolini 46,6 Guazzaloca 41,5. Al secondo turno Guazzaloca 50,7 Bartolini 49,3

2004. Arriva Cofferati, candidato senza primarie. Dopo un’entusismante campagna elettorale vince al primo turno col 55,9 contro Guazzaloca al 40,6.

2009. Primarie del PD. Vince Delbono col 50, seguito da Cevenini 23,4, Merola 21,5 e Forlani 5,1

Delbono al primo turno prende il 49,4 e vince al secondo turno col 60,8.

2011. Primarie di coalizione vinte da Merola seguito da Frascaroli.

Merola al primo turno vince col 50,5

2016. Senza primarie perchè si ricandida il sindaco uscente. Merola al primo turno 39,5, al secondo turno vince col 54,6.

Insomma, negli ultimi 20 anni quando non c’era un candidato forte (Cofferati) o un sindaco al secondo mandato (Merola) si sono sempre fatte le primarie.

Vista la situazione legata alla pandemia (anche se non si conosceancora  la data delle elezioni), si dovranno trovare le opportune modalità organizzative e le eventuali piattaforme tecnologiche per lo svolgimento della consultazione ma al punto in cui siamo le primarie mi sembrano la strada maestra. Inoltre le primarie sono l’occasione per conoscere e valutare i programmi dei singoli candidati ed il perimetro della coalizione che li sostiene.

Per come stanno le cose in questo momento (21 novembre) non ho elementi sufficienti per esprimere le mie preferenze.

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