Il bilancio di previsione 2011: la politica alla prova.

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 9 dicembre, 2010

La predisposizione ed approvazione del bilancio di previsione è senza alcun dubbio l’atto politicamente più impegnativo di un’ amministrazione.comune-di-bologna

Com’ è noto il bilancio 2011 del Comune di Bologna, stante la mancanza del Sindaco e del Consiglio comunale, sarà elaborato ed approvato dal Commissario Annamaria Cancellieri che sta gestendo, ormai da dieci mesi, il bilancio 2010 approvato a suo tempo dal Consiglio comunale.

Ciò premesso, ritengo necessario che i partiti politici (in particolare quelli di centrosinistra) che ambiscono a governare la città e che, di fatto, si troveranno a gestire, nella seconda parte dell’anno, il bilancio 2011, si esprimano attraverso pareri e proposte, con realismo e senso di responsabilità, sulla manovra in via di definizione.

Il quadro che si presenta, com’ è noto, è tale da destare grandi preoccupazioni.

Al momento attuale, rispetto al bilancio corrente normalizzato 2010, che ammonta a circa 542 milioni di €, si prevede una minore disponibilità di 47 milioni, di cui 20 di minori trasferimenti dallo Stato, 10 connessi ai vincoli del patto di stabilità e 17 di minori entrate dovute soprattutto alla crisi economica.

Tale situazione non è definitiva in quanto esiste ancora la speranza che il cosiddetto decreto “milleproroghe” possa attribuire al Comune almeno una parte di tali risorse (tanto è vero che il Commissario ha già anticipato il ricorso all’esercizio provvisorio, conseguente all’approvazione del bilancio nei primi mesi del prossimo anno, a misure governative stabilizzate). E tuttavia nei giorni scorsi il Commissario stesso ha anticipato un’ ipotesi di manovra per riportare in pareggio il bilancio 2011, che comprenderebbe, oltre a non meglio precisati risparmi nella spesa per il personale, maggiori entrate per circa 23 milioni di € così ripartiti:


  • 5,1 attraverso aumenti delle tariffe dei servizi scolastici e parascolastici (nidi, scuole materne, prescuola, refezione, trasporti);

  • 2,5 tra imposta per occupazione suolo pubblico e per pubblicità;

  • 1 dalle tariffe per la sosta;

  • 5,5 da proventi delle società partecipate e dividendi Hera;

  • 9 dalla quota di spettanza comunale per la prossima vendita da parte del Demanio di alcune aree ex-militari.

Non ancora definiti nella loro entità, ma assai probabili, sono anche aumenti della Tarsu, dei canoni degli alloggi ERP e del trasporto pubblico.

Tale annuncio ha provocato comprensibilmente reazioni diverse da parte di esponenti politici, sindacali e della società civile.

Vorrei anch’io dire la mia opinione.

Innanzitutto si tratta di denunciare in modo netto la responsabilità del governo di centrodestra che, mentre ripete il suo impegno a “non mettere le mani in tasca dei cittadini” costringe di fatto gli enti locali, per poter garantire i servizi resi ai cittadini, ad applicare aumenti tariffari che peseranno in misura significativa sui bilanci famigliari di molti di essi.

Io mi auguro, come tutti, che il quadro di riferimento possa migliorare. Se così non fosse, l’entità della cifra che verrebbe a mancare, pari a poco meno del 10% del bilancio 2010, richiede misure dolorose e sacrifici rilevanti, da distribuire rispettando al massimo un criterio di equità sociale.

Da questo punto di vista va sottolineata un’ ulteriore grave colpa del governo centrale il quale, in barba ai principi del federalismo fiscale, impedisce ai Comuni modifiche all’addizionale IRPEF ed all’ICI (peraltro demagogicamente abolita sulla prima casa) togliendo ad essi margini di manovra e di discrezionalità politica.

E’ anche per questo motivo che non me la sento di criticare le proposte del Commissario sull’aumento delle tariffe dei servizi, e ciò per diversi motivi.

L’entità dell’aumento è senza dubbio rilevante se rapportato a quanto il Comune incassa attualmente dalle famiglie per tali servizi ma si ridimensiona se si pensa che le tariffe erano bloccate ormai da parecchi anni e che il margine di contribuzione a carico delle famiglie per i servizi socioassistenziali ed educativi si aggirava (dato 2009) attorno al 4% dei costi sostenuti dal Comune, costi che ammontano complessivamente a circa il 40% del bilancio comunale.

Inoltre gli aumenti verrebbero applicati soltanto alle famiglie con ISEE maggiore di 15.000 € (circa la metà del totale degli utenti) rispettando così un criterio di equità.

A questo proposito non credo possa essere accolta la richiesta di parte sindacale (oltretutto inapplicabile dal punto di vista normativo) di penalizzare nel calcolo dell’ISEE i lavoratori autonomi, in base all’assunto che essi siano, a prescindere, degli evasori fiscali. Piuttosto vanno rafforzate da parte del Comune le iniziative di controllo della veridicità delle dichiarazioni, così come andrà ripreso (ma sarà compito della nuova amministrazione) il discorso di un adeguamento del sistema di calcolo dell’ISEE in modo da renderlo più rispondente alle reali condizioni economico-sociali delle famiglie.

Insomma, se questa è la condizione per garantire il livello attuale dei servizi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, mi pare che possa essere condivisa, secondo un’ottica generale di giustizia e di solidarietà sociale dove chi più ha (famiglie più abbienti e lavoratori a tempo indeterminato) riununcia a qualcosa a favore di chi si trova in maggiori difficoltà (famiglie con minori disponibilità economiche e lavoratori precari).

Qualche commento su altre previsioni di aumento a carico dei cittadini.

La Tarsu è costantemente aumentata in tutti questi anni. Credo che Hera potrebbe e dovrebbe rinunciare ad ulteriori aumenti per quest’anno, senza peggiorare il servizio di pulizia e raccolta rifiuti, mettendo in atto efficientamenti e razionalizzazioni. Un eventuale deprecabile aumento (il più possibile ridotto) potrebbe essere giustificato soltanto da evidenti e documentabili miglioramenti del servizio (raccolta porta a porta ecc.)

E’ anche ormai certo un aumento del prezzo del biglietto dei bus, anch’esso bloccato da molti anni e reso necessario dai tagli governativi alle regioni sul trasporto pubblico locale. Anche in questo caso, per essere accettabile da parte dei cittadini, tale aumento, opportunamente modulato in modo da gravare il meno possibile su famiglie numerose e pendolari, dovrebbe accompagnarsi ad un miglioramento del servizio e ad una lotta più incisiva all’abusivismo.

Dovrebbero essere aumentati anche gli affitti degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, pure essi invariati da molti anni ed assai più bassi di quelli del libero mercato. Fatta salva anche qui l’equità degli aumenti, le maggiori risorse disponibili renderanno possibile la ristrutturazione degli alloggi che via via si liberano consentendo un numero maggiore di assegnazioni annue agli aventi diritto.

In questi giorni si sono lette diverse proposte e suggerimenti, rivolti al Commissario, per un recupero di maggiori entrate o di minori spese, che vanno in altre direzioni rispetto a quelle ipotizzate. Alcune di queste sono certamente condivisibili ma, mi pare, di non facile ed immediata attuazione, almeno nell’orizzonte temporale del prossimo anno. Non v’è dubbio peraltro che anche questa situazione di criticità economico-finanziaria, temo non congiunturale, possa trasformarsi in opportunità, nel senso dell’ innovazione e della sussidiarietà sia orizzontale che verticale. Ma sarà compito della politica e della nuova amministrazione dare attuazione a queste misure i cui effetti sul bilancio non sono immediati.

Mi riferisco alle economie di scala ed alle ottimizzazioni ricavabili dalla unificazione delle tre Asp, al riequilibrio della presenza statale nella scuola dell’infanzia, ad un maggiore ricorso al convenzionamento con nidi gestiti dal privato sociale, al rafforzamento delle misure di sostegno alla famiglia in alternativa al nido nel primo anno di vita, all’incentivazione dell’assistenza famigliare agli anziani non autosufficienti attraverso la formazione e l’ accreditamento delle badanti, alla promozione dell’affido famigliare come alternativa alla istituzionalizzazione dei minori .

Tutto questo può portare ad un diverso rapporto pubblico-privato, al di fuori da ogni pregiudizio di carattere ideologico, dove il pubblico non va ridimensionato ma deve rappresentare lo standard di riferimento qualitativo per il privato, chiamato a fornire il proprio contributo integrativo, sotto il controllo pubblico, in condizioni di massima efficacia, efficienza ed economicità.

Circa la proposta di utilizzo degli oneri di urbanizzazione sul bilancio corrente vorrei ricordare che con il bilancio 2010 venne fatta la scelta coraggiosa di destinarli (7,3 milioni di €) ad investimenti. Credo che la cifra preventivabile sul 2011, a causa della stasi del mercato edilizio, sarà inferiore e comunque le difficoltà del bilancio corrente non devono fare dimenticare la necessità della spesa in conto capitale.

Aggiungo un ulteriore suggerimento personale. E’ assolutamente necessario che, anche in considerazione delle minori entrate previste, i settori del Comune curino in modo particolare la partecipazione a bandi e progetti di finanziamento a livello europeo, nazionale e regionale. Si tratta non solo di una grande opportunità ma anche di un modo per mantenere la nostra città nella rete di eccellenza delle autonomie locali.

Naturalmente, in una situazione come quella descritta, va posta la massima attenzione, ad ogni livello, alla riduzione delle spese inutili o superflue. Questo deve rappresentare un impegno rigoroso per gli organi politco-amministrativi che usciranno dalle prossime elezioni, Sindaco, Giunta e Consiglio comunale: i costi della politica vanno davvero ridotti all’essenziale, anche per dare il buon esempio ai cittadini a cui si chiedono sacrifici.

Ritengo che il valore aggiunto della politica risieda soprattutto nella sua capacità d’informare con verità i cittadini, di ascoltarli e di comunicare instancabilmente con essi, chiarendo le ragioni di certe scelte, anche difficili, realizzando costantemente adeguati processi partecipativi.

Commenti dei lettori

Aggiungi un commento

* usa un nome vero
* non verrà pubblicata