Spigolature di politica

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 7 ottobre, 2021

Mario Draghi

Le vicende politiche nazionali e locali di questi giorni hanno suscitato in me alcune riflessioni che cerco di esprimere per punti.

Se la politica è disgiunta, non accompagnata dalla buona amministrazione e dal buon governo (intesi come capacità di pensare e realizzare progetti) e non al servizio di essi, perde completamente di significato e risulta vuota ed incomprensibile ai cittadini. Ne è prova la nascita e la vita del governo Draghi. Qui la politica non guida ma è a rimorchio di un governo che è nato proprio dalla incapacità della politica stessa e dei partiti di svolgere fino in fondo la loro funzione. Se questa situazione dovesse durare a lungo, l’allontanamento dei cittadini dalla politica (di cui è sintomo anche la crescente astensione alle elezioni) crescerebbe ancora di più.

Matteo Lepore

Matteo Lepore

Ricordo ancora quando, in Consiglio comunale, qualcuno si alzava a parlare e, incapace di misurarsi con i problemi amministrativi e con le soluzioni da dare ad essi esordiva dicendo: “ora faccio un discorso politico”.

Una linea politica fondata unicamente sulla contrapposizione ad un avversario, sia esso Berlusconi, Salvini o la destra fascista, e che trova in questo la sua principale legittimazione e ragion d’essere è destinata a fare poca strada.

Si dice da più parti che la vittoria di Lepore e la larga coalizione che lo ha sostenuto rappresentano un modello da replicare a livello nazionale (il cosiddetto laboratorio “Bologna”). Sottolineerei a questo riguardo che tutti i processi politici si basano su persone in carne e ossa e sulle loro qualità e capacità politiche e prima ancora umane. Non si tratta principalmente di un problema di formule o di alchimie politiche.

Lepore ha avuto il merito di circondarsi di tanti giovani e di avvalersi della loro collaborazione. C’è stato un vero e proprio salto generazionale rispetto all’amministrazione precedente e questo è un ottimo dato. La mia sensazione, purtroppo, è che tra questi giovani manchino quelli di ispirazione cattolica, provenienti dalle parrocchie o dall’associazionismo cattolico (ACI, AGESCI, …), magari molto impegnati nel volontariato e nel catechismo ma lontani dalla politica. Se questo è vero, (e temo che lo sia), credo che la comunità ecclesiale debba interrogarsi su quale sia la causa di questo disinteresse e disimpegno. Mancanza di una cultura politica, di una educazione alla politica e sul rapporto fra fede e politica, tra integralismo e laicità?

D’altro canto mi pare che anche nella compagine dei più stretti collaboratori di Lepore e tra i consiglieri comunali della maggioranza che lo sostiene, gli esponenti della sinistra cattolico-democratica siano quasi totalmente assenti. Di questo limite è un sintomo anche il “taglio” ed il contenuto del programma elettorale di Lepore, molto “progressista” (termine peraltro, a mio giudizio, ambiguo se non si chiariscono i termini ed i parametri di questo “progresso”) ma poco segnato da valori cari alla cultura cattolica (natalità, famiglia, pace ….).

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