I cattolici e la politica

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 28 gennaio, 2019

Cattolici e politica

Sul Corriere di Bologna del 18 gennaio Giuseppe Paruolo ha dichiarato:

L’errore fu espellere la politica dalle parrocchie. Siamo passati da una fase in cui i preti consigliavano di votare DC, a una in cui per evitare di urtare qualcuno si è preferito confinare la politica fuori dalle parrocchie”.

Sono sostanzialmente d’accordo. Aggiungo tuttavia alcune considerazioni.

L’effetto della sterilizzazione delle comunità ecclesiali rispetto alla politica è stato quello di comunicare di fatto ai credenti l’idea qualunquistica che “la politica è una cosa sporca da cui è meglio stare lontani” e che tra fede e politica non c’è alcun rapporto, ignorando alcuni documenti fondamentali che orientano il cristiano su contenuti e stile della buona politica, come la costituzione conciliare Gaudium et spes, la lettera apostolica Octogesima Adveniens e tutta la dottrina sociale della Chiesa.

Dovrebbe ora essere compito dell’associazionismo cattolico (Acli, Mcl, Fuci, Ac, Agesci, Cl ecc.) e delle strutture ecclesiali (zone pastorali e parrocchie) d’ impegnarsi a fondo in un lavoro di carattere formativo ed informativo sul sistema politico, rivolto soprattutto (ma non solo) ai giovani, partendo dai testi fondamentali del magistero richiamati sopra, affiancando ad esso laboratori dedicati alla lettura dei quotidiani, all’analisi ed al commento dei fatti della politica partendo dalla realtà locale dei quartieri e della città. Esistono oggi a Bologna numerose occasioni (laboratori di progettazione partecipata, gruppi di cittadinanza attiva ecc.) per fare concrete esperienze di avvicinamento alla politica.

Comunque la preoccupazione di non trasferire all’interno della comunità cristiana le divisioni e le spaccature anche traumatiche tra credenti sostenitori di forze politiche diverse (con reciproche scomuniche) non può essere presa sottogamba. L’unico modo per evitarla è da un lato quello di rafforzare e rendere più matura la fede della comunità attraverso l’ ascolto della Parola (a ciò servono i piani pastorali di mons. Zuppi dopo il congresso eucaristico) dall’altro quello di evitare il confronto diretto sulle proposte politiche dei partiti (quota 100, decreto sicurezza, reddito di cittadinanza ecc.) e concentrarsi piuttosto sui grandi temi (immigrazione, lotta alla povertà, tutela dell’ambiente, sicurezza ecc.) a partire dalla dottrina sociale della chiesa. Poi ciascuno farà le sue scelte in ordine alle concrete soluzioni che i diversi partiti/movimenti propongono, tenendo presente che:

La politica può essere, a certe condizioni, un’alta forma di carità.

Il cristiano in politica deve essere lievito e distinguersi per un modo di fare politica disinteressato, di servizio.

La responsabilità delle scelte politiche è dei laici, i quali non debbono attendersi “l’imbeccata” dai pastori.

Non tutte le scelte politiche sono compatibili con la fede ma allo stesso tempo esiste per i cristiani una legittima pluralità di scelte politiche affidata alla loro coscienza adeguatamente formata.

Comuni valori e principi evangelici ispiratori non si traducono necessariamente nell’adesione alla medesima formazione politica. Il passaggio dai principi alle concrete scelte politiche implica infatti una mediazione ed un legittimo pluralismo.

Il laico credente, dopo attento discernimento, darà il proprio sostegno a quel partito/movimento che sente più affine ai propri ideali e valori mutuati dal Vangelo e si impegnerà comunque affinchè, all’interno di questo partito, le scelte politiche (leggi, norme, iniziative) siano sempre più conformi a quegli ideali.

E’ pertanto improponibile l’idea di un partito/movimento dei cristiani.

Commenti dei lettori

Condivido in toto il tuo pensiero, caro Paolo. Anche l’impegno per influire comunque a far virare le scelte di ogni partito verso la conformità agli ideali evangelici, che devono essere ben saldamente presenti.

#1 
Scritto da Umberto Tadolini il 29 gennaio, 2019 @ 20:12

Grazie caro Umberto!

#2 
Scritto da Paolo Natali il 30 gennaio, 2019 @ 10:10

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