Renzi a Ballarò

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 6 marzo, 2013

renziaballaro

Matteo Renzi a Ballarò

Ieri sera ho visto l’intervista di Floris a Matteo Renzi a Ballarò. Se alle primarie avevo votato per Renzi con una convinzione non disgiunta da qualche incertezza, le sue parole di ieri ed il comportamento tenuto in campagna elettorale mi hanno tolto ogni residuo dubbio: se il PD ed il centrosinistra vogliono davvero cogliere un’affermazione che consenta di dare un governo al nostro paese è indispensabile, al prossimo giro, puntare sul sindaco di Firenze.

Ecco le principali ragioni che motivano questa opinione.

  1. Renzi è un ottimo comunicatore, è assertivo, accattivante e si fa comprendere. Sa anche essere caustico nei confronti degli avversari senza mai cadere nell’insulto. Questa è una dote che, o la si possiede o non la si apprende.

  2. Renzi ha dato prova di coerenza (nel suo comune ha già messo in atto alcuni dei provvedimenti che propone a livello nazionale e, dopo la sconfitta alle primarie, ha assunto un comportamento corrispondente a quello su cui si era impegnato prima).

  3. Renzi è stato ed è tuttora (in un momento di oggettiva debolezza del leader del PD) leale nei confronti di Bersani.

  4. Dopo il risultato elettorale si comprende quanto fossero efficaci quelle istanze di cambiamento (rottamazione/rinnovamento dei quadri dirigenti del PD e della classe politica, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti ecc.) su cui Grillo ha costruito le basi della sua affermazione.

  5. Dopo il risultato elettorale si comprende come fosse giusta l’impostazione data da Renzi durante le primarie: il PD deve coltivare la sua vocazione maggioritaria, senza puntare ad alleanze e cercando i voti non solo nel proprio perimetro tradizionale ma soprattutto tra i delusi del centrodestra e tra i propensi all’astensione.

E’ superfluo ricordare quanta ostilità si fosse manifestata da parte della quasi totalità dei quadri dirigenti centrali e periferici del PD nei confronti di queste tesi, giudicate ambigue e difformi dalla “identità” del partito che andava salvaguardata, con il bel risultato che si è visto: l’identità non va oltre il 25% dei voti…..

Aggiungo infine che, quando toccherà a Renzi (e credo che succederà presto), è auspicabile che i suoi avversari interni al partito dimostrino verso di lui la medesima lealtà e coerenza di cui Matteo ha fin qui dato prova.

Commenti dei lettori

Grazie Paolo per la tua analisi che condivido in pieno; alle primarie ( a cui non ho partecipato proprio perchè incerto ) ho fatto il tifo per Bersani perchè l’ho sempre stimato come persona ma capivo che Renzi era il nuovo , e il nuovo, a questi livelli, si fa con persone nuove.
A primarie ed elezioni fatte il comportamento di Renzi è stato “giusto” , come lo avrei desiderato (3.Renzi è stato ed è tuttora (in un momento di oggettiva debolezza del leader del PD) leale nei confronti di Bersani) e quindi ora la cosa è chiara e penso che avrà molto seguito e successo.
Colgo l’occasione per invitarti alla Casa del Parco San Donnino. Potremmo parlare di tante cose.
Alessandro S.

#1 
Scritto da alessandro sabbi il 6 marzo, 2013 @ 12:38

Condividiamo le tue espressioni, sperando che non sia troppo tardi…..

#2 
Scritto da Gabriele il 6 marzo, 2013 @ 16:36

Grazie del tuo riscontro, caro Alessandro. Per quanto riguarda una mia visita al Parco, penso tu sappia delle mie difficoltà di movimento attuali, conseguenti alla disavventura che mi ha colpito poco meno di un anno orsono. Tuttavia confido in un miglioramento ed in un recupero di una maggiore autonomia, che possa consentirmi di venire, anche approfittando della buona stagione primaverile, al bellissimo Parco che tu e gli altri cittadini di S.Donnino siete riusciti a realizzare, con l’aiuto delle istituzioni.

#3 
Scritto da Paolo Natali il 6 marzo, 2013 @ 17:36

Trackbacks

Aggiungi un commento

* usa un nome vero
* non verrà pubblicata

Articolo precedente: Gargamella e il populista.